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STOP AL POLITICAMENTE CORRETTO

L’ideologia del politicamente corretto si sta ormai diffondendo sempre più anche a Bruxelles, dopo una legislatura contrassegnata da numerosi tentativi delle istituzioni stesse di imporre le nuove tendenze woke anche in Europa. Si tratta di una tendenza che, come membro della Commissione sui diritti della donna e l’uguaglianza di genere, ho avuto modo di affrontare spesso in prima persona.

In questi cinque anni abbiamo assistito a proposte deliranti di imporre il politicamente corretto nel linguaggio istituzionale e di tutti giorni. La Commissione europea stessa ha pubblicato delle “Linee guida per una comunicazione inclusiva”, che impone un linguaggio ‘neutro’ e di evitare qualsiasi riferimento ai generi maschile e femminile persino nelle più normali conversazioni.

Allo stesso modo, in questi anni si è cercato di rimuovere qualsiasi riferimento alla cristianità dalla nostra comunicazione, perfino sostituendo “buon Natale” con “buone feste”, per non rischiare di offendere i non cristiani!

Si tratta di una deriva folle, che mira a sovvertire completamente la nostra lingua per creare un linguaggio artificiale, fluido e omologato. Un’assurdità contro la quale sono personalmente intervenuta in assemblea plenaria, denunciando la strumentalizzazione del politicamente corretto da parte delle istituzioni europee.

Se non vogliamo soccombere alla dittatura del politicamente corretto, sarà necessario tenere ancor più alta la guardia, nella prossima legislatura, contro queste derive!

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