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DIFENDIAMO LE NOSTRE AUTO

Con il nuovo Regolamento sulle emissioni CO2 dei veicoli diventato legge nel 2023, la maggioranza verdi-sinistra al potere a Bruxelles ha imposto uno stop ai motori diesel e benzina a partire dal 2035. Un provvedimento che nel giro di un decennio travolgerà completamente l’industria dell’automotive, che solo in Italia rappresenta oltre il 5% del PIL.

Lo stop al motore endotermico, che ha visto la Lega opporsi fin dall’inizio, non solo non ridurrà in modo significativo le emissioni, ma porterà nei fatti ad uno smantellamento del comparto dell’automotive italiano – si stima una perdita di 60mila posti di lavoro! – a favore dell’acquisto di costosi veicoli elettrici prodotti in paesi extra-UE, in primis la Cina.

La produzione di un’auto elettrica non solo è estremamente più inquinante rispetto a quella di un’auto tradizionale, ma è completamente nelle mani della Cina, che a differenza dell’Unione Europea possiede le materie prime necessarie per produrle.

In qualità di membro della Commissione Industria, ho denunciato apertamente i rischi e i problemi legati allo stop ai motori, presentando due interrogazioni che chiedono alla Commissione di intervenire a difesa dei posti di lavoro perduti a causa della transizione all’elettrico e di sostenere convintamente la produzione di biocarburanti, una valida alternativa per salvare il motore tradizionale riducendo al contempo le emissioni.

Durante le discussioni in plenaria, sono intervenuta di fronte al Parlamento per spiegare i problemi della conversione forzata all’elettrico, per difendere le auto a diesel e benzina da tutta la normativa europea che impone obblighi insostenibili (come la nuova normativa Euro 7 e il regolamento CO2 sui veicoli pesanti) e, infine, a difesa delle auto storiche e di tutti gli appassionati di motoristica che vedono in questo divieto un grave pericolo.

La mia battaglia, però, non finisce qui! Nel 2026 è in programma una revisione di questo regolamento. Sarà l’occasione per difendere le nostre auto e il loro valore economico, storico e culturale, e rivedere questo assurdo stop ai motori previsto nel 2035!

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